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Introduzione

Con Il Contesto Digitale, l'Agenda Digitale dell'Emilia-Romagna approfondisce i principali scenari, le strategie e le normative che stanno guidando la trasformazione digitale a livello europeo, nazionale e regionale.

Tra questi, un ruolo centrale è svolto dall'AI Act, il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale. Approvato nel 2024 e progressivamente entrato in applicazione, costituisce ancora oggi il principale quadro normativo europeo in materia di IA, aggiornato nel 2026 dal Digital Omnibus on AI, che ne ha modificato alcune disposizioni per semplificarne l'attuazione e adeguarne le tempistiche.

Non si tratta soltanto di una nuova normativa, ma di uno dei riferimenti su cui si fonda la nuova Agenda Digitale dell'Emilia-Romagna, che ne recepisce principi e obiettivi nella definizione della propria strategia. Comprendere l'AI Act significa quindi capire anche la visione con cui la Regione Emilia-Romagna intende accompagnare lo sviluppo e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei prossimi anni.

Il primo regolamento europeo sull'intelligenza artificiale

L'intelligenza artificiale sta entrando sempre più nella vita quotidiana: dai motori di ricerca ai servizi pubblici, fino agli strumenti utilizzati da imprese e professionisti. Di fronte a una trasformazione così rapida, l'Unione europea ha scelto di non limitarsi a osservare il fenomeno, ma di dotarsi di un quadro di regole comuni.

Nasce così l'AI Act (Regolamento UE 2024/1689), il primo regolamento dedicato in modo organico all'intelligenza artificiale. Il suo obiettivo è promuovere lo sviluppo e l'utilizzo di un'IA affidabile e antropocentrica, garantendo al tempo stesso un elevato livello di tutela dei diritti fondamentali, della salute e della sicurezza delle persone.

Il quadro normativo non è però statico. Nel luglio 2026 è entrato in vigore il Digital Omnibus on AI (Regolamento UE 2026/1744), che interviene sull'AI Act con modifiche mirate volte a semplificarne l'attuazione, offrire maggiore certezza agli operatori e rimodulare alcune scadenze applicative. L'AI Act rimane quindi il riferimento fondamentale, ma all'interno di un quadro europeo che continua ad aggiornarsi con atti normativi, linee guida, codici di pratica e standard tecnici.

Un approccio basato sul rischio

L'AI Act non tratta tutte le applicazioni di intelligenza artificiale allo stesso modo. Introduce infatti un approccio proporzionato, basato sul livello di rischio che un sistema può comportare.

Alcuni utilizzi sono vietati perché incompatibili con i valori europei, altri sono consentiti ma soggetti a requisiti particolarmente rigorosi, soprattutto quando possono incidere su ambiti come la salute, il lavoro, l'istruzione o l'accesso ai servizi essenziali. Per altre applicazioni, invece, il regolamento prevede principalmente specifici obblighi di trasparenza.

L'obiettivo non è rallentare l'innovazione, ma creare un quadro di fiducia che permetta a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni di adottare queste tecnologie in modo sicuro e responsabile.

L'Unione europea parte dall'idea che l'intelligenza artificiale rappresenti un'opportunità per lo sviluppo economico, la ricerca, la competitività e il miglioramento dei servizi, ma che il suo utilizzo debba avvenire in un quadro di regole condivise.

Per questo il regolamento punta a rendere l'IA più trasparente e affidabile, promuovendo la supervisione umana, la responsabilità di chi sviluppa e utilizza i sistemi di IA e la protezione dei diritti fondamentali.

Le regole stanno entrando progressivamente in applicazione

L'AI Act prevede un'applicazione graduale delle proprie disposizioni. Alcune regole sono già operative, tra cui quelle relative alle pratiche di IA vietate, all'alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale e ai modelli di IA per finalità generali.

Un'altra tappa importante è stata raggiunta il 2 agosto 2026, con l'entrata in applicazione di ulteriori disposizioni del regolamento, tra cui importanti obblighi di trasparenza.

In particolare, nei casi previsti dalla normativa, le persone devono poter essere informate quando interagiscono con determinati sistemi di intelligenza artificiale, mentre specifici obblighi riguardano la riconoscibilità dei contenuti generati o manipolati artificialmente, come i deepfake. La Commissione europea ha accompagnato l'entrata in applicazione di queste disposizioni con apposite linee guida e con un Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall'IA.

Con il Digital Omnibus on AI, l'Unione europea ha inoltre ridefinito alcune delle successive tappe di applicazione del regolamento. In particolare, le norme relative a numerosi sistemi di IA ad alto rischio si applicheranno dal 2 dicembre 2027, mentre per alcuni sistemi di IA integrati in prodotti regolamentati la scadenza è fissata al 2 agosto 2028.

Si conferma così un percorso progressivo, nel quale l'entrata in vigore delle regole è accompagnata dalla definizione di strumenti tecnici, standard e indicazioni operative necessari a renderle concretamente applicabili.

Regole e fiducia: cosa chiedono i cittadini

L'attenzione dell'Agenda Digitale dell'Emilia-Romagna verso un'intelligenza artificiale affidabile trova riscontro anche nelle aspettative dei cittadini. Nell'ambito del percorso di definizione della nuova Agenda, la Regione ha infatti commissionato a Observa Science in Society un'indagine dedicata alla percezione dell'IA in Emilia-Romagna, con l'obiettivo di comprendere conoscenze, aspettative e timori della popolazione.

I risultati mostrano una cittadinanza aperta all'innovazione, ma attenta alle garanzie. Il 73% degli intervistati ritiene che i sistemi di intelligenza artificiale possano essere utilizzati, a condizione che siano regolamentati in modo rigoroso. Allo stesso tempo, il rapporto evidenzia come la diffusione dell'IA debba essere accompagnata da informazione, formazione e una maggiore consapevolezza delle sue potenzialità e dei suoi limiti.

Questa domanda di regole e trasparenza è in linea con l'approccio dell'AI Act, che punta a creare un quadro di fiducia per favorire uno sviluppo dell'intelligenza artificiale sicuro e responsabile.

Perché l'AI Act è un riferimento per l'Agenda Digitale dell'Emilia-Romagna

La nuova Agenda Digitale dell'Emilia-Romagna 2025-2029 si colloca esplicitamente all'interno delle strategie e dei quadri normativi europei e individua nell'AI Act uno dei principali riferimenti per orientare le politiche regionali dedicate all'intelligenza artificiale.

Non a caso, il primo dei tre principi guida dell'Agenda è quello dell'Intelligenza Artificiale Affidabile. Il documento afferma che la Regione intende promuovere un utilizzo dell'IA etico, trasparente e sicuro, fondato sulla centralità della persona, sulla tutela dei diritti fondamentali e sulla responsabilità umana nelle decisioni, con l'obiettivo di costruire un ecosistema capace di generare valore pubblico e fiducia.

Come ha affermato l'Assessora regionale Elena Mazzoni nell'intervista che ha inaugurato la rubrica Il Contesto Digitale:

“L'innovazione tecnologica deve essere uno strumento di coesione e crescita, mai di esclusione o di aumento delle disuguaglianze.”

L'AI Act rappresenta quindi il principale strumento con cui l'Europa ha definito le regole per costruire un'intelligenza artificiale al servizio delle persone. Il suo aggiornamento attraverso il Digital Omnibus conferma che la regolazione dell'IA è un processo in evoluzione, chiamato a trovare un equilibrio tra tutela dei diritti, certezza delle regole e capacità di innovazione.

È proprio questa visione – un'innovazione affidabile, responsabile e capace di generare valore pubblico – che la nuova Agenda Digitale dell'Emilia-Romagna assume come riferimento per accompagnare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale sul territorio.

Ultimo aggiornamento: 26-08-2026, 10:41