Imprese e lavoro: crescono le assunzioni, ma permane la carenza di professionisti “digitali”

Secondo Unioncamere e Anpal, nei primi 3 mesi dell’anno saranno attivati 458mila nuovi contratti, 265 mila in più rispetto a quelli registrati a inizio 2021. A fronte di questo quadro positivo, il 68% delle imprese lamenta difficoltà nel reperimento di tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni

Cavalcando l’onda lunga della ripresa, nei primi mesi del 2022 le imprese italiane si apprestano ad ampliare significativamente i propri organici, programmando nuove assunzioni. Al tempo stesso però, continuano a fare fatica nel reperimento di  tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni. È quanto emerge dalle ultime rilevazioni dei Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, secondo il quale questa particolare tipologia di professionisti “digitali” è la più difficile in assoluto da reperire, con il 68,1% di riscontri in tal senso nell’ambito di un campione di 89.500 imprese interpellate

La difficoltà di reperimento di manodopera specializzata - che riguarda anche altri profili, tra cui gli attrezzisti, operai e artigiani del trattamento del legno (67,9%), i fonditori, saldatori e montatori di carpenteria metallica (62,4%), gli artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (62,3%) e gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (61,9%) - è in crescita di 5 punti percentuali rispetto quanto riscontrato lo scorso anno. E, sempre stando a quanto segnalato dalle imprese, dipende in particolar modo dalla mancanza di candidati (22,2%), o da una preparazione considerata inadeguata di quelli disponibili (13,4%). 

A soffrire maggiormente per l’incapacità di individuare professionisti adatti alle proprie esigenze sono le imprese delle costruzioni (53,3% dei profili ricercati), seguite da quelle del legno e del mobile (53,0%), dalle industrie metallurgiche (52,5%) e dalle imprese dei servizi informatici e delle telecomunicazioni (51,9%). 

Nonostante queste difficoltà, il panorama dell'industria nazionale - con la sola eccezione del comparto del turismo, ancora fortemente condizionato dal perdurare dell’emergenza pandemica - punta con forza sulle nuove assunzioni per cavalcare la ripresa. Lo testimoniano i quasi 458mila contratti programmati per il mese di gennaio, destinati a salire a circa 1,2 milioni nel primo trimestre dell’anno, con una crescita di 112mila unità rispetto al gennaio 2021, e 265mila rispetto al trimestre gennaio-marzo dello scorso anno. Non solo: il trend rimane positivo anche in confronto al dicembre 2021, con 104mila contratti in più programmati, per una crescita percentuale pari al 29,4%.

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