La Data Valley e il distretto della salute dell’Emilia-Romagna sbarcano a Boston, hub mondiale dell’innovazione e della ricerca in sanità

Tecnologie per la salute e scienza della vita al centro dei progetti di dieci centri di ricerca, start up e imprese emiliano-romagnole attraverso un programma specifico lanciato un anno fa dalla Regione con Boston, attraverso Art-ER. Fra questi il Ciri dell’Ateneo di Bologna e l’IRST di Meldola (FC). Nella terza giornata della missione in Usa, appuntamento anche al Cambridge Innovation Center, uno dei più grandi spazi di co-working per start up innovative, e da MassChallenge, il più grande acceleratore di impresa della East Coast. In Massachussetts laureato il 51% della popolazione. Boom dell’export regionale su medicale e farmaceutico verso gli Usa.

Costruire un nuovo futuro. Ripensando le città, per renderle più vivibili e inclusive, e migliorando cura e assistenza delle persone, mettendo la scienza al servizio dell’uomo. Attraverso la ricerca, potenziata dalla capacità di calcolo e analisi di un numero enorme di dati e dalla realtà aumentata, già utilizzata nella chirurgia di precisione.

Le straordinarie opportunità dei Big data e dell’Intelligenza artificiale al servizio della scienza medicae delle sue ormai attuali frontiere: telemedicina, terapie cellulari e geniche, medicina rigenerativa e di precisione.

La Data Valley e Il distretto della salute dell’Emilia-Romagna incontrano l’ecosistema di Boston, hub mondiale dell’innovazione e della ricerca in sanità. Per rafforzare la collaborazione nei settori delle tecnologie sanitarie e della scienza della vita. Consolidando quella già avviate un anno fa con il Bridging Innovation Program Digital Health, il progetto di internazionalizzazione promosso dalla Regione in collaborazione con Art-ER, al quale hanno partecipato dieci realtà emiliano-romagnole, tra imprese e centri di ricerca. Fra questi ultimi, il Centro interdipartimentale di ricerca industriale, scienze della vita e tecnologie per la salute (Ciri) dell’Università di Bologna e l’Istituto romagnolo per lo studio dei tumori “Dino Amadori” di Meldola (FC).

Una realtà attorno alla quale costruire una cornice istituzionale più forte, come dimostrano gli incontri
che a Boston il presidente della Regione ha avuto prima con la vicegovernatrice dello Stato del Massachussetts, poi con la sindaca della città, nella terza giornata della missione istituzionale negli Usa. Con lui la Console generale d’Italia a Boston.

Il presidente della Regione ha sottolineato  come la gestione dei Big data e la capacità di supercalcolo siano alla base di numerose importanti applicazioni pratiche che riguardano direttamente la vita delle persone e delle comunità: dalla sanità all’ambiente, dai processi produttivi alla logistica, la mobilità e i tempi delle città. E come la Regione a Boston stia rafforzando il suo impegno in questa direzione, per costruire uno sviluppo più equo e sostenibile, consolidando il rapporto fra due delle aree più avanzate nel contesto internazionale, già meta di precedenti missioni regionali.

La vicegovernatrice si è soffermata in particolare sulla rete educativa del Massachussetts, fortemente orientata verso la formazione STEM, e cioè le materie scientifiche e matematiche alle quali è legata il 40% dell’economia dello Stato. La sindaca, affiancata dal suo staff, in particolare i delegati alle opportunità economiche, investimenti e inclusione, sullo sforzo per mantenere a Boston i giovani talenti, dando a tutti la possibilità di accedere a scuole e università, al di là della condizione economica. Entrambe hanno convenuto col presidente della Regione di rafforzare la collaborazione fra il Massachussetts, e Boston in particolare, con l’Emilia-Romagna, aree fortemente innovative su comparti comuni come digitale, life science, biomedicale, sanità.

La medicina del futuro, dunque, insieme ai temi non meno attuali legati allo studio dei problemi delle grandi realtà urbane e al contributo, anche in questo caso, che possono dare le nuove tecnologie.  

Oltre ai faccia a faccia con la vicegovernatrice e la sindaca, insieme alla delegazione regionale Bonaccini si è recato al MIT Senseable City Lab, il laboratorio del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston specializzato nello studio delle trasformazioni urbane, al Cambridge Innovation center, uno dei più importanti spazi di co-working negli Usa dedicato a start up e imprese già consolidate, e a MassChallenge, uno dei principali acceleratori di nuove imprese della East Coast americana.

Le città del futuro al Mit Senseable City Lab

Individuare soluzioni innovative per creare città più inclusive, utilizzando un approccio critico e multidisciplinare e partendo dalle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dai Big Data. Temi di stretta attualità che sono stati al centro dell’incontro al MIT Senseable City Laboratory, il laboratorio digitale del gruppo City Design and Development del Massachusetts Institute of Technology, creato nel 2004 dall’architetto Carlo Ratti, dove lavorano team di fisici, informatici, designer, comunicatori e diverse altre professionalità. Tra i più recenti progetti, uno studio sull'utilizzo degli spazi urbani s Stoccolma da parte della cittadinanza, prima e dopo la pandemia da Covid-19, ma sono stati approfonditi anche quelli realizzati su Bologna: uno sulla distribuzione dell’irradiazione solare nelle diverse zone della città, mappa poi incrociata con i consumi di energia residenziale per verificare l’eventuale autosufficienza energetica attraverso impianti di energia pulita; il secondo sull’installazione delle colonnine di ricarica delle auto elettriche a partire dalla reale domanda di consumo energetico ricavata sempre dall’analisi dei Big data.

L’ecosistema della salute di Boston

Uno dei settori d’elezione per l’utilizzo dei Big data è quello della sanità. A Boston si trovano moltissime aziende farmaceutiche di fama mondiale come Moderna, Pfizer, Johnson & Johnson, oltre ai centri di ricerca del MIT, solo pochi giorni fa giudicata la migliore Università del mondo secondo il QS World University Rankings. E nella vicina Cambridge si trova Harward (5^ nella graduatoria internazionale). Non c’è dubbio che si tratti di uno fra i primi ecosistemi della salute esistenti, anche per la presenza di alcuni dei principali centri ospedalieri, start up, incubatori e acceleratori in ambito sanitario. Un’area caratterizzata da un’alta concentrazione di talenti provenienti dalle università e dai college locali (il 51% della cittadinanza è laureato), fatto questo che fa del Massachusetts il primo Stato Usa per grado di istruzione della forza-lavoro.

Tutte caratteristiche che rendono questo territorio di particolare interesse per una regione come l’Emilia-Romagna, sede a sua volta del distretto biomedicale di Mirandola (Mo), dei poli farmaceutici di Parma e di Bologna, oltre a quello della Medicina rigenerativa di Modena.

E che nel 2021 ha visto un forte aumento delle esportazioni di medicinali e preparati farmaceutici, proprio verso il mercato statunitense, per un valore di oltre 1,2 miliardi di euro: il 15,8% del valore totale delle esportazioni verso gli Usa, pari a circa 8 miliardi di euro. In assoluto, il macrosettore che è cresciuto di più negli ultimi tre anni grazie alla farmaceutica, che ha fatto registrare un aumento di oltre il 1.400% nel periodo 2019-21, caratterizzato purtroppo dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia.

Il Bridging Innovation Program Digital Health 2021

La collaborazione con il distretto di Boston è già una realtà. Grazie al Bridging Innovation Program Digital Healt 2021, il percorso,  promosso da Regione e Art-ER sui temi  delle biotecnologie, dell’intelligenza artificiale e dei big data applicati al settore della salute, cui hanno partecipato dieci tra centri di ricerca  e imprese – selezionati attraverso un bando – che in questo modo hanno potuto avviare processi di internazionalizzazione verso l’area di Boston e attivare collaborazioni imprenditoriali e di ricerca con ricadute sull’intero sistema dell’innovazione emiliano-romagnolo. SI tratta del Ciri, il Centro interdipartimentale di ricerca industriale, scienze della vita e tecnologie per la salute dell’Università di Bologna; l’Istituto romagnolo per lo studio dei tumori “Dino Amadori” di Meldola (FC); BurnDown Studio di Modena, Data River di Modena; eSteps di Rimini; He care it di Reggio Emilia; Oni Group di Cesena; Rejoint di Bologna; Theras Lifetch di Salsomaggiore Terme (Pr); Thunder di Ravenna.  

L’edizione 2022 del Bridging Innovation Program – incentrata sulla Gene &Cell Therapy – è invece indirizzata verso la Pennsylvania, un altro Stato del corridoio bio-farmaceutico della East Coast statunitense, leader nelle manifatture farmaceutiche, in cui farà tappa la missione della Regione nei prossimi giorni, con la firma di un accordo di collaborazione con lo Stato stesso della Pennsylvania.

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