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Digital Economy: le manager tech penalizzate rispetto ai colleghi maschi

Pubblicato un report internazionale a cura di BCG - Boston Consulting Group e Women’s Forum: per le donne in posizioni apicali nelle imprese digitali, le prospettive di affermazione e crescita professionale sono decisamente più limitate e problematiche

Il rapporto tra donne e digitale, anche e soprattutto in campo professionale, continua a essere problematico. È quanto emerge da un report realizzato di recente da BCG - Boston Consulting Group e Women’s Forum, secondo il quale nel settore tech il gender gap resta tuttora un significativo ostacolo alla piena affermazione della forza lavoro femminile. Dai principali risultati si evince che, a parità di condizioni, le donne hanno maggiori difficoltà ad ottenere i medesimi riconoscimenti degli uomini, anche nel momento in cui si ritrovano a ricoprire posizioni apicali.

L’indagine ha riguardato circa 1.500 manager di imprese tech operanti in Francia, Germania, Italia e Regno Unito. All’interno di queste realtà, il numero di donne manager in attesa di promozioni da almeno 3 anni è ad esempio superiore rispetto a quello dei colleghi uomini, con il 47% di evidenze in tal senso per le prime e il 42% per i secondi. Il divario si registra anche sul tema della mobilità. Dal report emerge infatti che appena il 17% di donne ha cambiato più di 5 lavori durante la propria carriera, a fronte del 22% di uomini.

Per quanto riguarda i cambiamenti che invece possono penalizzare le prospettive di carriera, quali ad esempio la necessità di prendere periodi di aspettativa o lavorare part time, la percentuale di donne che ha dovuto compiere scelte del genere si attesta addirittura all’80%, ben più del 50% registrato per i colleghi maschi. 

Quest’ultimo dato è ancora più penalizzante se si pensa che le donne sono anche più propense a dover prendere congedi per lunghi periodi e che, al rientro in attività, molto raramente riescono a collocarsi in posizioni superiori. Appena il 15% delle donne interpellate è riuscita ad ottenere avanzamenti in tal senso, dato che raddoppia, per arrivare al 30%, nel caso dei maschi. 

All’origine di tutto ciò, come emerge dalle stesse risposte dei partecipanti al sondaggio, quasi sempre si certifica la mancanza di adeguate policy e programmi aziendali in materia di DE&I (Diversity, Equity and Inclusion), addirittura assenti nel 40% delle imprese interessate dalla ricognizione, o comunque giudicate insufficienti dal  21% delle donne manager interpellate.

“Il mondo della tecnologia offre ai talenti femminili un enorme potenziale di crescita, dato dalla continua ricerca da parte dei tech player di nuove risorse e competenze - afferma Elena Benussi, Principal di Boston Consulting Group, commentando i risultati dell’indagine - Tuttavia, se le donne continueranno a essere sottorappresentate nelle aziende di settore e nelle divisioni tech aziendali, nei prossimi anni il mismatch tra domanda e offerta continuerà a essere elevato”.

Proprio in considerazione di ciò, i curatori del report hanno anche provato a proporre scenari che possano portare a un miglioramento delle condizioni attuali. Il principale auspicio è che le aziende e i loro leader agiscano in maniera integrata e sistematica promuovendo iniziative come programmi di formazione sulle competenze tecnologiche, interventi di tutoring, coaching e mentoring personalizzati, e programmi speciali che favoriscano la flessibilità lavorativa, ad esempio per permettere alle donne manager di rientrare con più facilità nel mondo del lavoro dopo eventuali periodi di congedo e aspettativa.

Consulta e scarica il report “The Network Effect: How Women Beat the Odds to Get to the Top in Tech”

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pubblicato il 2022/07/29 12:53:00 GMT+2 ultima modifica 2022-07-29T12:56:35+02:00

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