Data Valley Bene Comune

Data Valley Bene Comune: L'Agenda Digitale della Regione Emilia-Romagna 2020-2025

La Strategia dell'Agenda Digitale 2020-2025

Una infrastruttura di rete il più possibile inclusiva

L’Emilia-Romagna è un territorio che da tempo investe in innovazione e digitalizzazione. Ne sono dimostrazione le scelte operate e risultati ottenuti sia dalla pubblica amministrazione (3° posto nell’edizione 2019 del Digital Economy and Society Index - DESI regionale dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano) che dal settore privato (3° posto nell’edizione 2020 del PMI Digital Index 2020 realizzato da GoDaddy) negli ultimi anni.

Pubblico e privato hanno lavorato per avere una infrastruttura di rete il più possibile inclusiva, hanno reso disponibili piattaforme comuni per l’erogazione di servizi aggiornati e sicuri, hanno portato soluzioni digitali avanzate nei servizi sanitari, nei trasporti, nella più generale relazione tra cittadini e pubblica amministrazione. Il medesimo impegno è stato profuso da parte del sistema regionale della formazione e dell’istruzione che da tempo si preparano alla rivoluzione digitale in atto (si veda rapporto Osservatorio sulle Competenze Digitali 2019 di Aica, Anitec-Assinform, Assintel, Assinter Italia) lavorando sulle competenze di chi entrerà a breve nel sistema produttivo, come su quelle di chi già c’è ed ha bisogno di aggiornarsi, partecipando a una nuova era industriale. L’innovazione e la digitalizzazione sono stati, nella passata programmazione, ambiti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi del Patto per il Lavoro e per il Clima.

I dati come nuova "tipicità" territoriale

La crisi sanitaria derivata dalla pandemia COVID 19 e il periodo di lockdown, hanno rimesso in discussione l’intero contesto socio-economico nazionale e regionale evidenziando ancora di più, se possibile, la necessità - legata ad una vasta diffusione di tecnologie e competenze - di un ripensamento della società e dell’economia in chiave digitale, di un’accelerazione, anche a livello regionale, di tutti i processi di trasformazione digitale.

Occorre partire dai risultati ottenuti per sviluppare un ecosistema di innovazione digitale basato su un cambiamento culturale della società emiliano-romagnola: si tratta di rendere le tecnologie digitali una nuova “tipicità” territoriale, orientata all’utilizzo delle tecnologie per raccogliere, gestire ed estrarre valore dai dati. Una risorsa trasversale, che tocca tutti gli ambiti del nostro vivere e dunque del governo, della ricerca, della produzione. Per governare al meglio, per produrre innovazione e per salvaguardare l’ambiente, a supporto del raggiungimento degli obiettivi del Patto per il Lavoro e per il Clima.

Data Valley: dal polo di eccellenza all'eccellenza diffusa

L’Emilia-Romagna da “Data Valley polo di eccellenza” deve estendersi a diventare una “Data Valley diffusa” in cui i dati sono beni comuni, tutelati e curati collettivamente. Questa strategia diventa così la Data Valley Bene Comune (DVBC), per sottolineare quanto questa nuova risorsa (i dati) e le opportunità che ad essa sono collegate devono essere per tutti e a disposizione di tutti. Un bene comune infatti è un bene che è condiviso da ogni membro di una specifica comunità: una proprietà collettiva a disposizione per un uso civico.

La visione della DVBC si basa sulla strategia espressa nel Programma di mandato della Giunta 2020-2025: è una scelta politica che indica nel digitale un fondamentale elemento trasversale, che pervade tutte le politiche “verticali” coinvolgendo e rafforzando l’ecosistema esistente, in ambito di imprese, ricerca, associazionismo e pubblica amministrazione.

Una regione interconnessa

Il digitale è presente in tutti gli ambiti di governo, come risorsa e come soluzione: una regione interconnessa con infrastrutture da ampliare per raccogliere dati da tutto il territorio, leggerli con una visione di insieme, usarli per supportare le decisioni e per fornire nuovi servizi. Una regione che usa le tecnologie per una produzione agricola più sostenibile, per il controllo del territorio e dell’ambiente, per valorizzare le proprie eccellenze e sostenere commercio, turismo e internazionalizzazione, per esaltare la vita culturale, avvicinarla ai giovani, offrire agli artisti opportunità creative inattese. Il Patto per il Lavoro e il Clima individua come necessità improrogabile la digitalizzazione, riconoscendo come condizione necessaria una digitalizzazione capillare e pervasiva dell’economia e della società a partire da tre componenti imprescindibili: l’infrastrutturazione, il diritto di accesso e le competenze delle persone. L’accesso è quindi da intendersi come un nuovo servizio pubblico essenziale, un servizio che dovrebbe essere universale e quindi garantito a tutti.

La prossimità al centro

Il Programma di mandato mette al centro il valore della prossimità e la ricucitura delle distanze territoriali. La sfida della prossimità è la piena partecipazione di tutta la società regionale alle opportunità offerte dal digitale. La sfida della prossimità è la piena inclusione di tutti e tutte superando vecchi e nuovi divari. L’Emilia-Romagna deve quindi trasformarsi in una unica ma diffusa Data Valley in cui infrastrutture, piattaforme, tecnologie, competenze, dati ed applicazioni siano nella disponibilità di tutti, un bene comune elemento distintivo e caratterizzante del territorio.

La Data Valley Bene Comune rappresenta quindi un punto di arrivo, un obiettivo strategico, che disegna una società regionale in cui alla potenza di calcolo (HPC) e alle alte competenze in materia di intelligenza artificiale e big data si affiancano, in modo diffuso e distribuito, conoscenze di base e di medio livello, infrastrutture tecnologiche disponibili su tutto il territorio, reti territoriali e presidi di accompagnamento alla trasformazione digitale di prossimità.

Il dato al centro del cambiamento

La pubblica amministrazione, a partire dalla amministrazione regionale, ha un ruolo importante da svolgere in questa strategia: governare il processo, essere da stimolo per la produzione e l’uso dei dati da parte del pubblico e dei privati, garantire l’eticità del trattamento e della conservazione, sono solo alcune delle nuove sfide che il pubblico si trova di fronte. Per questo è necessario che la Pubblica Amministrazione si trasformi digitalmente e inizi a pensare ed agire in una logica completamente digitale, e contemporaneamente si consolidi una visione strategica trasversale che faccia del digitale la nuova risorsa per l’economia e la società regionale; il dato è elemento centrale per il cambiamento e la crescita, l’approccio data driven, integrazione delle basi di dati e la loro condivisione sono parole chiave, così come la centralità dell’individuo e la necessità di lavorare per rafforzare le competenze per l’utilizzo dei dati, a partire dai propri.

Nella strategia Data Valley Bene Comune anche i sistemi economici regionali, le imprese e le filiere territoriali, saranno chiamate a promuovere processi di trasformazione digitale e verde. Per questo occorrerà accelerare fenomeni di produzione, uso, consumo e monetizzazione dei dati anche da parte dei privati, specialmente delle piccole e medie imprese. Di fatto non ci potrà essere un’economia digitale se le piccole e medie imprese non cominceranno a considerare i dati ed il digitale come la nuova risorsa per l’economia e la società regionale. La trasformazione del dato è quindi elemento centrale per raggiungere livelli di efficienza e produttività superiori, così come la centralità dell’individuo e la necessità di lavorare per rafforzare le competenze per l’utilizzo dei dati.

Una strategia regionale sui dati

Per sostenere questa trasformazione, sarà necessario accompagnare il percorso con una strategia regionale specifica sui dati, che da un lato ampli la raccolta dei dati sul territorio anche attraverso attività coordinate con gli altri enti, con un prerequisito necessario e condiviso, ovvero l’attenzione alla qualità del dato e alla necessaria integrazione tra basi dati diverse, ma dall’altro individui le azioni che consentano di restituire ai cittadini il valore aggiunto dei big data regionali, sia attraverso servizi innovativi e personalizzabili e sia consentendo lo sviluppo di strumenti di supporto alle decisioni e alle politiche data driven. Lo sviluppo di metodologie di raccolta e utilizzo dei dati deve in ogni caso porre al primo posto gli interessi delle persone, conformemente ai valori e ai diritti fondamentali della nostra democrazia. In questo ambito siamo perfettamente allineati con l’Unione Europea che a febbraio 2020 ha prodotto la Strategia UE sui dati e che nel 2021 ha in programma di realizzare una legge specifica sui dati; in sintesi la UE si muoverà per migliorare le proprie strutture di governance per la gestione dei dati e ampliare i propri pool di dati di qualità disponibili per l’utilizzo e il riutilizzo. Questa è la strada che la UE indica per adottare decisioni migliori, a livello sia di imprese sia di settore pubblico. In sintesi, più dati, usati meglio e di più per produrre migliori servizi, sia nel pubblico che nel privato.

L’obiettivo indicato a livello europeo è quello di “creare uno spazio unico europeo di dati” – un autentico mercato unico di dati, aperto ai dati provenienti da tutto il mondo, favorito dalle norme e i valori europei, in particolare la protezione dei dati personali. Ciò prefigura uno scenario di azione da parte della Pubblica Amministrazione passando da un ruolo di attesa a uno di iniziativa. In tal senso il patrimonio già esistente di dati raccolti e trattati dalla Pubblica Amministrazione per finalità di interesse generale e secondo i principi del GDPR rappresentano una potente leva per un pubblico che si muove in modo proattivo, amichevole e competente “verso” i cittadini.

La concretezza e la proattività di questo approccio è quella che importiamo anche in DVBC e sta nei benefici che ne discendono, che toccano la vita di tutti: da un consumo energetico più consapevole alla tracciabilità dei prodotti, dei materiali e degli alimenti; da una vita più sana ad una migliore assistenza sanitaria. Risultati attesi e descritti anche nel nostro Programma di mandato. Il primo passo sarà produrre dati utili agli ambiti da sviluppare, equilibrare il flusso e l’ampio utilizzo degli stessi mantenendo nel contempo alti livelli di privacy, sicurezza, protezione e norme etiche: questi gli aspetti che la nostra strategia dovrà delineare, proponendosi di agire in sinergia attiva con la UE

Al lavoro per garantire diritti fondamentali digitali

Perché questo sviluppo possa davvero essere democratico e inclusivo, è necessario lavorare perché la Regione possa garantire diritti fondamentali digitali a tutti coloro che nel nostro territorio vorranno vivere e lavorare; un insieme di diritti digitali che declinano i concetti che informano la nostra idea di democrazia nella sfera digitale. Diritto all’accesso alla rete, diritto di avere e disporre della propria identità digitale e dei dati personali, diritto alle competenze digitali. Il digitale e conseguentemente la DVBC non deve essere fonte di ulteriore disuguaglianza sociale tra chi ha accesso (alla rete, ai dati, alla identità digitale) e competenze e chi no. Obiettivo generale da non dare per scontato: migliorare la qualità della vita, difendere i livelli di democrazia raggiunti e migliorarli, includere sempre più cittadini alla definizione dei destini comuni.

DATA VALLEY BENE COMUNE: LA STRATEGIA

8 Sfide: una strategia che amplifica

La DVBC è una strategia che amplifica che ci permetterà nei tempi del mandato di rafforzare elementi che già ci caratterizzano, come lo sviluppo economico, la qualità del nostro sistema sanitario, e di lavorare in modo più efficace sugli aspetti problematici come la qualità dell’ambiente e la sicurezza del territorio, per citare alcune delle priorità del Programma di Mandato. Sarà quindi la sfida dell’attuale mandato trasformare lo scenario esistente in una vera e propria Data Valley Bene Comune con impatti sul fronte economico, sociale ed ambientale. Abbiamo quindi individuato quelle che sono le principali sfide da affrontare e vincere:

  1. Dati per una intelligenza diffusa a disposizione del territorio
  2. Competenze digitali: la nuova infrastruttura per lo sviluppo socio-economico
  3. Trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione
  4. Trasformazione digitale dei settori produttivi e dei servizi
  5. Servizi pubblici digitali centrati sull’utente, integrati, aumentati, semplici e sicuri
  6. Più reti e più rete per una Emilia-Romagna iperconnessa
  7. Da contesti marginali a comunità digitali
  8. Donne e digitale: una risorsa indispensabile.

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pubblicato il 2021/05/03 19:19:00 GMT+2 ultima modifica 2021-05-04T15:54:24+02:00

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