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Introduzione

L’intelligenza artificiale (IA) non è più un concetto astratto o futuristico, ma una realtà che sta entrando quotidianamente nelle conversazioni e nelle prospettive degli emiliano-romagnoli. Per orientare correttamente questa trasformazione, il coordinamento dell’Agenda Digitale regionale, in collaborazione con Lepida, ha promosso una ricerca approfondita intitolata “Emilia-Romagna e l’Intelligenza Artificiale: percezioni, preoccupazioni e aspettative dei cittadini”.

L'indagine, affidata al centro studi indipendente Observa - Science in society, rappresenta uno strumento fondamentale per governare l’innovazione partendo dai bisogni reali delle persone, garantendo che il progresso tecnologico sia accompagnato da una solida tutela dei diritti e da un rafforzamento delle competenze diffuse.

Uno dei punti chiave di ADER è quello di non subire passivamente il cambiamento tecnologico, ma di guidarlo. Questo significa tradurre concretamente l'innovazione in benefici per la sanità, l'istruzione e la sicurezza, assicurandosi al contempo che lo sviluppo tecnologico sia regolamentato e comprensibile per tutti, senza lasciare indietro nessuno e nessuna.

Percezioni e consapevolezza dei cittadini

La ricerca, condotta su un campione di 500 persone, rivela un cambiamento culturale significativo: l'immaginario collettivo sta superando il mito del "robot umanoide" per identificare l'IA in strumenti tangibili come chatbot (39%) e assistenti vocali (21%).

L’immagine mostra un grafico a barre verticali intitolato:
“A cosa pensano gli italiani quando si parla di intelligenza artificiale”.
Il grafico confronta le risposte in tre contesti diversi:

Italia 2023 (barra rosso scuro),
Italia 2024 (barra rosa chiaro),
Emilia-Romagna 2025 (barra rosa scuro).

Sull’asse orizzontale sono riportate sei categorie associate all’intelligenza artificiale:

Chatbot
Assistenti vocali
Robot umanoidi
Algoritmi di raccomandazione
Altro
Domotica

Sull’asse verticale sono indicate le percentuali di risposta, da 0 a 40 per cento circa.
Valori principali rappresentati:

Chatbot: 16% nel 2023 Italia, 26% nel 2024 Italia, 39% in Emilia-Romagna nel 2025. È la categoria più citata, soprattutto nel dato regionale.
Assistenti vocali: valori simili nei tre contesti, intorno al 20–22%.
Robot umanoidi: 30% nel 2023 Italia, 27% nel 2024 Italia, 19% in Emilia-Romagna nel 2025, con una diminuzione nel dato più recente.
Algoritmi di raccomandazione: citati dal 17% nel 2023, dal 14% nel 2024 e dal 12% in Emilia-Romagna nel 2025.
Altro: percentuali basse, tra il 2% e il 9%.
Domotica: tra il 4% e il 10%, con il valore più alto nel 2024 Italia.

Nel complesso, il grafico evidenzia che il concetto di intelligenza artificiale è sempre più associato ai chatbot, soprattutto nel contesto dell’Emilia-Romagna, mentre diminuisce il riferimento a robot umanoidi e resta marginale l’associazione con domotica o altri ambiti.

Figura 1: A cosa pensano gli italiani e gli emiliano-romagnoli quando si parla di Intelligenza Artificiale?

Nonostante la crescente pervasività tecnologica, una delle sfide cruciali si gioca sul fronte della consapevolezza, poiché meno della metà dei cittadini (41,5%) si dichiara realmente informata sul tema IA. Tale divario informativo si intreccia con precise dinamiche demografiche, evidenziando (comprensibilmente) una maggiore competenza percepita tra i più giovani, laddove si registra invece una flessione significativa una volta superati i 55 anni. In questo scenario, l’istruzione emerge come un fattore determinante: una solida cultura scientifica agisce infatti da volano per la fiducia, permettendo di cogliere le opportunità dell'innovazione e alleviando l'effetto di sospetto e preoccupazione.

L’immagine rappresenta un grafico a barre verticali impilate su sfondo rosso, intitolato “Livello di fiducia nella scienza”.
Il grafico mostra come si distribuisce il livello di fiducia della popolazione in quattro ambiti:

Scienza
Scienziati
Istituzioni di ricerca
Esperti durante dibattiti pubblici

Ogni barra raggiunge il 100% ed è suddivisa in cinque livelli di fiducia, indicati da diverse tonalità di rosso e rosa, spiegate nella legenda in basso:

Per nulla
Poca
Abbastanza
Molta
Non sa

Sull’asse verticale sono indicati i valori percentuali da 0 a 100.
Dati principali visualizzati:

Per la scienza, il 46% ha “molta” fiducia e il 46% “abbastanza” fiducia; l’8% indica poca o nessuna fiducia.
Per gli scienziati, il 40% esprime “molta” fiducia e il 52% “abbastanza” fiducia; l’8% ha poca o nessuna fiducia.
Le istituzioni di ricerca raccolgono il 38% di “molta” fiducia e il 53% di “abbastanza” fiducia; l’8% indica poca o nessuna fiducia.
Gli esperti durante i dibattiti pubblici mostrano una distribuzione più incerta: il 42% esprime “molta” fiducia, il 41% “abbastanza” fiducia, il 9% poca o nessuna fiducia e il 6% risponde “non sa”.

Nel complesso, il grafico evidenzia un alto livello di fiducia verso la scienza, gli scienziati e le istituzioni di ricerca, mentre la fiducia negli esperti durante i dibattiti pubblici risulta più frammentata e con una maggiore presenza di incertezza.

Figura 2: Il livello di fiducia nella scienza degli emiliano-romagnoli.

Un tratto distintivo del territorio regionale risiede tuttavia nella vivacità del confronto sociale, con l’Intelligenza Artificiale che entra prepotentemente nei dialoghi quotidiani tra parenti e amici più frequentemente rispetto alla media nazionale, alimentando un clima di cauto ottimismo condiviso dal 73% della popolazione. Questa apertura resta però strettamente condizionata dalla richiesta di regole certe e da una governance pubblica capace di orientare l'IA verso ambiti ad alto impatto sociale, come la sicurezza e la medicina (che raccolgono consensi rispettivamente del 72% e del 70%) o l'istruzione, considerata prioritaria da un cittadino su due.

Al netto di questa disponibilità, resta centrale per le istituzioni monitorare i timori legati al mercato del lavoro e alla previdenza sociale, dove il rischio di una potenziale precarizzazione richiama la necessità di un approccio attento alla tutela della qualità della vita.

Azioni future

I risultati della ricerca tracciano per l’ADER una rotta politica estremamente definita, nella quale la domanda di una governance pubblica autorevole si rifletta in una strategia operativa articolata su due pilastri fondamentali: da un lato, emerge l’urgenza di contrastare la disinformazione e la diffusione di contenuti manipolati, una priorità indicata chiaramente dal 59% degli intervistati; dall’altro, diventa imprescindibile investire con decisione nella promozione di competenze digitali diffuse, essenziali per garantire un utilizzo dell’intelligenza artificiale che sia realmente consapevole e sicuro per tutta la popolazione.

L’immagine presenta una serie di grafici a ciambella su sfondo chiaro, con il titolo:
“Importanza che gli enti pubblici dovrebbero assegnare a diverse attività secondo i cittadini dell’Emilia-Romagna”.
Sono visualizzate cinque attività, ciascuna rappresentata da un grafico circolare suddiviso in livelli di importanza. Le attività sono:

Contrastare fake news e disinformazione
Orientare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale affinché rispetti diritti e valori
Tecnologie digitali a supporto della transizione ecologica
Aumentare la ricerca per migliorare la sicurezza
Garantire adeguato supporto umano nella transizione tecnologica

Ogni grafico mostra la distribuzione percentuale delle risposte secondo cinque livelli di importanza, indicati da una legenda in basso:

Per niente
Poco
Abbastanza
Molto
Non so

Dati principali rappresentati:

Contrastare fake news e disinformazione: il 59% dei cittadini considera questa attività “molto importante” e il 28% “abbastanza importante”; le risposte di bassa importanza e “non so” sono marginali.
Orientare lo sviluppo dell’IA nel rispetto di diritti e valori: il 50% indica “molto importante” e il 39% “abbastanza importante”.
Tecnologie digitali per la transizione ecologica: il 49% attribuisce “molta” importanza e il 35% “abbastanza” importanza.
Aumentare la ricerca per migliorare la sicurezza: il 47% giudica l’attività “molto importante” e il 44% “abbastanza importante”.
Garantire supporto umano nella transizione tecnologica: il 42% risponde “molto importante” e il 46% “abbastanza importante”.

Nel complesso, l’immagine evidenzia che tutte le attività proposte sono considerate rilevanti dalla grande maggioranza dei cittadini dell’Emilia-Romagna, con una netta prevalenza delle valutazioni di “molta” e “abbastanza” importanza e percentuali molto basse di disinteresse o incertezza.

Figura 3: Importanza che gli Enti Pubblici dovrebbero assegnare a diverse attività secondo i cittadini emiliano-romagnoli.

Attraverso questo impegno, l’azione della Regione mira a trasformare la tecnologia in un alleato strategico per la qualità della vita, convertendo le legittime preoccupazioni dei cittadini in una partecipazione attiva e in una rinnovata consapevolezza critica.

Scarica il report completo (PDF - 1,7 MB)

Ultimo aggiornamento: 08-05-2026, 11:22