Introduzione
Il Digital Decade Policy Programme (Decisione UE 2022/2481) è il quadro con cui l'UE persegue la trasformazione digitale entro il 2030 lungo quattro aree: infrastrutture digitali, digitalizzazione delle imprese, competenze digitali, servizi pubblici digitali. Ogni Stato membro traduce gli obiettivi comuni in una propria Digital Decade Strategic Roadmap, monitorata attraverso l'indice DESI e discussa nel Digital Decade Board.
Il rapporto 2026 indica che l’agenda UE è a metà del percorso: nonostante i progressi sostanziali dell’ultimo anno, su alcuni target 2030 (come competenze digitali di base, specialisti ICT e adozione di IA nelle imprese) la traiettoria attuale non basta, ed è necessaria un’accelerazione in vista del prossimo decennio digitale. Ma in Italia e in Regione Emilia-Romagna qual è la situazione?
Italia tra luci e ombre
L’Italia si trova oggi a un bivio strategico. Sebbene il Paese eccella in ambiti come la copertura in fibra (FTTP) e il 5G, posizionandosi sopra la media UE, permangono ritardi significativi nell’adozione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nelle imprese, nelle competenze digitali di base e nel numero di specialisti ICT. Il nostro Paese deve inoltre colmare il vuoto di investimento che minaccia di aprirsi tra la fine del PNRR (con l’88% delle misure italiane in scadenza entro fine 2026) e l’operatività del nuovo Fondo europeo per la competitività previsto per il 2028.
L’Emilia-Romagna: un modello di eccellenza regionale
In questo scenario, l’Emilia-Romagna si distingue come uno dei motori digitali del Paese. La nostra è la prima Regione per servizi pubblici digitali e indice di digitalizzazione. In vetta alla classifica nazionale anche per competenze digitali (di base e avanzate) e uso dell'identità digitale. Resta però ancora aperto il nodo della connettività nelle aree rurali, indietro sulla media nazionale.
Sostenibilità digitale e protezione online
Il rapporto inoltre dedica due capitoli trasversali, validi anche per l’Italia, a due temi spesso posti in secondo piano, ma centrali nella cornice UE: sul fronte della sostenibilità, i Data Center europei hanno consumato 72 TWh di elettricità nel 2025, con una crescita attesa fino a 115 TWh entro il 2030. La Commissione richiama la necessità di integrare pianificazione energetica, uso dell’acqua e circolarità dei materiali nella programmazione delle infrastrutture digitali, anche per non compromettere gli obiettivi di decarbonizzazione. Sul fronte della protezione online, in particolare dei minori, l’UE sta completando un sistema armonizzato di verifica dell’età, rispettoso della privacy, da integrare nei portafogli di identità digitale nazionali: l’Italia è tra i sette Stati membri apripista (insieme a Danimarca, Francia, Grecia, Spagna, Cipro e Irlanda) nella sua implementazione, con le prime soluzioni attese già nel 2026.
Conclusioni
Il messaggio di fondo della Commissione (sia per l'UE nel suo complesso sia per l'Italia) è che la fase più delicata è quella attuale: bisogna tradurre le raccomandazioni in misure nuove (non solo prosecuzione di quelle esistenti) e garantire continuità di investimento nella transizione tra la chiusura del PNRR e l'avvio del nuovo ciclo di fondi europei 2028 - 2034.
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Ultimo aggiornamento: 21-07-2026, 16:46
